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Dossier sul delitto di Garlasco

Last Update: 6/22/2016 11:56 PM
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11/26/2011 11:14 PM
 
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Dave, sono intuizioni molto buone, specialmente quella sulla pioggia.
Mi pare che sia stato detto che aveva aiutato a pulire le scarpe ma questo entra in conflitto con la teoria delle macchie di sangue secche.
Bisognerebbe andarsi a leggere le motivazioni della sentenza e quelle di quella che verrà, compararle e provare a farsi un'idea.
Noi non siamo periti e cerchiamo di fare il punto della situazione con rispetto per tutti (e anche i periti fanno dei grandi casini).
Siamo tutti d'accordo che senza le nuove perizie stiamo parlando di niente, inoltre potrebbero rimandare di mesi, altrochè 6 dicembre!!!!!!!!!!
A me sembra che l'accusa non si sia preparata per niente.
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11/26/2011 11:52 PM
 
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Mmm... c'è un'imprecisione, non so perché abbiamo pensato alla pioggia... suggestione?

Alla fine, si arriverà a dire che Stasi poteva avere le scarpe pulite pur essendo stato sulla scena del delitto in quanto le macchie di sangue avrebbero potuto disperdersi sull'erba bagnata. Infatti, a ben vedere, le scarpe di Alberto furono repertate solo il giorno successivo e lui nel frattempo continuò ad usarle anche sul prato di casa sua bagnato dall'irrigamento automatico.

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12/5/2011 10:43 AM
 
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Iuzzolino, 23/11/2011 20.47:

Vi sembra serietà da parte dell'accusa dire che non c'è un movente e parlare di un fantomatico SMS perso?????????
Sicuramente perderanno la causa, altrochè SMS perso! [SM=g1944682]


Iuzzolino, 26/11/2011 23.14:

A me sembra che l'accusa non si sia preparata per niente.


Secondo me l'accusa ha puntato alla riapertura del caso tramite ordinanza.
E' assai improbabile, in queste condizioni, che Stasi venga condannato.



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12/6/2011 12:49 PM
 
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PG CONTESTA LA PERIZIA SUL SANGUE. "30 ANNI A STASI"

Il sostituto Procuratore Generale Laura Barbaini oggi, avanti ai giudici della Corte d'Assise d'Appello di Milano, nel corso delle repliche, ha insistito nel chiedere la condanna a 30 anni di carcere per Alberto Stasi accusato di avere ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi agendo con crudeltà. Dopo il Pg ha parlato il legale della parte civile. E dopo una pausa la parola passerà alla difesa. Dopo di che i giudici entreranno in camera di consiglio per uscire o con il verdetto o con la decisione di riaprire il caso.
Il Sostituto Procuratore di Milano Laura Barbaini, durante le repliche, oltre ad avere insistito con la richiesta di condannare Alberto Stasi a 30 anni di carcere, ha contestato la perizia relativa alle macchie di sangue sul pavimento della villetta di Garlasco e su loro grado di essicazione, dove Chiara Poggi è stata assassinata la mattina del 13 agosto 2007. Il Pg rivolgendosi ai giudici della seconda corte d'assise d'appello di Milano, i quali in tarda mattinata o nel primo pomeriggio entreranno in camera di consiglio, ha spiegato, confrontando di verbali dell'intervento dei carabinieri sulla scena del crimine il giorno del delitto e il relativo orario delle foto scattate, con quello indicato nel dispositivo della macchina fotografica utilizzata, ha rilevato un errore non da poco: la macchina era settata sull'ora solare e non sull'ora legale, e quindi le foto sarebbero state scattate un'ora dopo rispetto all'orario riportato sui verbali. Pertanto cì si riflette sul grado di essicazione delle macchie di sangue su una delle perizie disposte dal Gup di Vigevano Stefano Vitelli, che due anni fa ha assolto Stasi.

www.leggo.it

Finale grammaticalmente curioso, ma nel complesso un articolo esplicativo.



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Re:
Davide, 12/5/2011 10:43 AM:

Secondo me l'accusa ha puntato alla riapertura del caso tramite ordinanza.
E' assai improbabile, in queste condizioni, che Stasi venga condannato.



Chiaramente l'accusa puntava a quello ma evidentemente i giudici non hanno ritenuto necessario far svolgere le perizie del caso, Stasi è stato direttamente e incredibilmente assolto!
Così la giustizia italiana in poco tempo ha assolto in secondo grado Amanda Knox (che sta scrivendo un libro) e Raffaele Sollecito, ha liberato Erika De Nardo e ha assolto anche Stasi non una ma 2 volte facendo un filotto meraviglioso.
Tempo di saldi! Buon Natale a tutti! [SM=g2481297]
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12/8/2011 7:20 PM
 
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L'accusa è stata talmente inadeguata da far pensare al biscottone!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non è possibile chiedere 30 anni senza parlare di movente, lo sanno anche i sassi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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2/13/2012 7:15 PM
 
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ALBERTO STASI CONDANNATO PER DETENZIONE DI VIDEO PEDOPORNO

Trenta giorni di reclusione e 1.400 euro di multa convertiti in una pena pecuniaria complessiva di 2.540 euro oltre all'interdizione dei pubblici uffici. È la pena inflitta ad Alberto Stasi fidanzato di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco (Pavia), dal tribunale di Vigevano per detenzione di video pedopornografico. La condanna per l'interdizione dai pubblici uffici, per Stasi, si riferisce «in perpetuo da qualunque incarico di ogni ordine e grado nonchè da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori». Finito davanti al giudice per l'udienza preliminare di Vigevano nel 2009 con la doppia accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, l'ex bocconiano - assolto lo scorso dicembre anche in secondo grado dall'accusa di aver ucciso Chiara Poggi, trovata uccisa nella sua casa il 13 agosto 2007 - era stato prosciolto per la divulgazione di filmati hard con protagonisti bambini anche in tenera età. Rinviato a giudizio per il solo reato di detenzione di video proibiti, quindi, l'accusa si era ristretta a 17 frammenti di immagini per i quali il giudice ha deciso di condannarlo. Il pm di Vigevano, Marcello Maresca, aveva chiesto la condanna di Stasi a 2.340 euro di multa. «Leggeremo con attenzione le motivazioni della sentenza e valuteremo la possibilità di ricorrere in Cassazione», si limita a commentare uno dei legali di Alberto Stasi, l'avvocato Giulio Colli, difensore del giovane insieme al professor Angelo Giarda.

www.leggo.it



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3/5/2012 7:38 PM
 
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Alberto Stasi assolto, le motivazioni della sentenza: “Realtà è inconoscibile”

Le motivazioni della sentenza di assoluzione per Alberto Stasi dall’omicidio di Chiara Poggi sono state depositate e al momento lasciano una sola verità: la morte della giovane di Garlasco rimane una “realtà inconoscibile“. Questo è quanto emerge dalle motivazioni del verdetto della Corte d’Appello d’Assise riguardo all’assoluzione dell’ex fidanzato della vittima. Dal procedimento nessuna verità dunque, cosa che non è appagante “per qualsiasi indagine penale ed a maggior ragione nel presente caso che ha ad oggetto un efferato omicidio“, come si legge nelle motivazioni.

I giudici si sono soffermati su quello che l’accusa riteneva uno degli indizi più forte: il sangue mancante dalle suole delle scarpe di Stasi che, attraversando la casa, non avrebbe potuto evitare il lago di sangue in cui fu trovata Chiara.

Invece il fatto che non siano state ritrovate macchie sulle suole “non prova il mancato passaggio sul pavimento“. Il sangue potrebbe essere sparito in altri modi, anche solo con un “semplice strofinio delle suole sullo zerbino d’ingresso in caserma“, come scrive il giudice estensore delle motivazioni Fabio Tucci. Non si può affermare con certezza quello che è successo realmente: la realtà è “quindi rimasta inconoscibile nei suoi molteplici fattori rilevanti“.

Per questo la decisione di “primo grado è immune da vizi e merita di essere confermata“. Il gup di Vigevano Stefano Vitelli ha “compiuto uno scrupoloso studio del materiale probatorio sottoposto al suo esame“. Grazie alla sua conoscenza dei problemi delle prove penali, in particolare di quelle tecnico-scientifica, è arrivato alla “ineccepibile affermazione della contraddittorietà e insufficienza della prova della colpevolezza di Stasi per l’efferato omicidio di Chiara Poggi“.

Tutte le sperimentazioni dei periti quindi non sono riuscito ad accertare con assoluta certezza la realtà dei fatti, ma solo visioni “approssimativamente rappresentative di quanto può essere avvenuto nella realtà tra le 13,50 del 13 agosto e la mattina successiva“. In assenza di certezze e in particolare di un indizio certo e assoluto, la decisione della corte è stata quella di assolvere l’imputato.

C’è anche la spiegazione del paragone tra il caso di Stasi e quello di Annamaria Franzoni, la madre di Samuele condannata per l’omicidio del figlio a Cogne. I legali dell’ex bocconiano avevano richiamato una sentenza della Cassazione del 21 maggio 2009 sul delitto di Cogne per supportare il fatto che mancavano accertamenti sulle responsabilità del loro assistito.

I giudici però lo hanno definito come un “argomento che non rispetta le cadenze logiche del ragionamento giuridico“, anche perché la Franzoni fu condannata perché il “quadro indiziario fu valutato come concludente“, il contrario di quanto accaduto con Stasi la cui posizione ha indizi “risultati privi di forza logica, perchè non resistenti alle obiezioni, non attendibili, non convincenti“.

Francesco Minardi

www.fattidicronaca.it
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3/5/2012 7:47 PM
 
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Ecco la sentenza su file PDF:

www.quotidiano.net/file_generali/documenti/PDF/2012/03/sentenza.5.marzo....



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12/23/2012 4:56 PM
 
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Garlasco, il maresciallo dei carabinieri denuncia il capitano: “Mi impedì di interrogare Stasi”

Dopo l’assoluzione di Alberto Stasi, si torna a parlare del delitto di Garlasco in cui nell’agosto del 2007 è rimasta uccisa Chiara Poggi. A far discutere sono delle accuse rivolte nei confronti del maresciallo Marchetto che punta il dito contro il capitano Cassese. Quest’ultimo, secondo il maresciallo, gli avrebbe impedito di proseguire l’interrogatorio con Stasi per far confrontare il sospettato con i famigliari. Il contrasto è sfociato in una denuncia contro Casese, e successivamente nella controdenuncia, chiesta dalla Procura, nei confronti di Marchetto.

Secondo il maresciallo, il suo superiore quel 13 agosto 2007 avrebbe “compromesso” le indagini. La tesi è che lui venne estromesso (e quindi l’interrogatorio di Alberto Stasi finì senza che si scoprisse la verità) e che da lì in poi il capitano divenne, a suo dire, un nemico e persecutore.

La denuncia è scritta in quattro pagine contro Cassese che tirano in ballo anche presunti abusi d’ufficio. Il pubblico ministero a cui è finita la denuncia, ha deciso che la questione fosse “tutta da archiviare”. Ma il maresciallo Marchetto si è opposto e il giudice delle indagini preliminari non ha ancora deciso il da farsi.

Intanto però, la procura di Vigevano ha inviato una controdenuncia con richiesta di rinvio a giudizio per Marchetto. L’accusa, fra i vari capi d’imputazione, è di aver calunniato il suo superiore. Il solo a non aver fatto nulla è il capitano Cassese, il quale rimane a guardare e aspetta che decidano i giudici.

www.blitzquotidiano.it
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12/24/2012 11:32 AM
 
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Stasi non è la Franzoni.... non avrebbe mai confessato.
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12/29/2012 9:32 PM
 
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3/17/2013 7:38 PM
 
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Notizia del 14 marzo.

Omicidio Garlasco: confermata in appello condanna a Stasi per video pedoporno

Confermata oggi dalla Corte d'Appello di Milano la condanna a 30 giorni di reclusione, convertiti in pena pecuniaria di 2.540 euro, per Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, uccisa nel 2007 a Garlasco. L'accusa era quella di detenzione di materiale pedopornografico, reato per cui Stasi era gia' stato condannato in primo grado dal tribunale di Vigevano. Gli avvocati di Stasi, capitanati dal legale Angelo Giarda, confermano che presenteranno ricorso in Cassazione contro la condanna.

www.adnkronos.com
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4/4/2013 9:38 PM
 
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Domani sentenza della Cassazione:

www.leggioggi.it/2013/04/04/delitto-di-garlasco-venerdi-la-sentenza-della-cassazione-p...



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4/18/2013 12:20 PM
 
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E' stata rimandata ben due volte, tra l'altro, ieri, SkyTG24 e altre testate si sono prese una cantonata storica perché hanno confuso le richieste del PG con la sentenza di Cassazione...

[IMG]http://i45.tinypic.com/2eflrvb.jpg[/IMG]

Pensate che hanno rettificato su mia segnalazione.
Comunque, cavolate giornalistiche a parte, ecco qua: tutto da capo.

Alberto Stasi, annullata l'assoluzione. Lui: «Sono dispiaciuto, non capisco»

Il verdetto della Cassazione sul delitto di Garlasco: il processo d'appello è da rifare. La famiglia Poggi: «Siamo contenti»


Annullata la sentenza di assoluzione di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia): lo ha deciso la Prima Sezione penale della Cassazione, disponendo un nuovo processo d'appello. Alla lettura della sentenza, alle 10 di giovedì mattina, l'imputato ha scelto di non essere presente in aula. Stasi era stato assolto in primo e secondo grado, ma quest'ultima sentenza era stata impugnata in Cassazione. Mercoledì il procuratore generale Roberto Aniello aveva chiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado ed un nuovo processo a Stasi: la Suprema Corte ha sposato in pieno la sua tesi. La difesa invece aveva insistito per la definitiva assoluzione dell'imputato. A questo punto sarà celebrato un appello-bis davanti ad un'altra sezione della Corte d'assise d'appello di Milano.

LA REAZIONE - «È dispiaciuto, non capisce il perché di questo verdetto». Così l'avvocato Fabio Giarda, racconta la prima reazione di Alberto Stasi dopo la sentenza della Cassazione. Stasi non era presente in aula, era partito da Roma mercoledì sera, al termine dell'udienza, per tornare a casa a Milano. Ha saputo del verdetto dai suoi legali per telefono. «Non ce lo aspettavamo - ha aggiunto Fabio Giarda - le due sentenze erano granitiche e cristalline. Bisognerà vedere se la Cassazione ha accolto i motivi di ricorso o se ha solo accettato le richieste di rinnovazione». Potrebbero essere due, infatti, gli elementi da riesaminare: il capello ritrovato nella mano di Chiara e la bicicletta. Ma anche se questi, ha spiegato l'avvocato, «avevamo concordato insieme quali accertamenti fare».

LA FAMIGLIA POGGI - «Sono contenta, perché i giudici hanno capito che Chiara ha bisogno di verità», è stato il primo commento della mamma della vittima, Rita Poggi. «Siamo contenti perché le nostre richieste hanno trovato una conferma autorevole dalla Cassazione», ha sottolineato l'avvocato Francesco Compagna, uno dei difensori di parte civile nominati dalla famiglia Poggi. «La sentenza di oggi conferma la fondatezza dell'esigenza di fare nuovi accertamenti, vedremo se saranno verificati elementi sufficienti a carico di Stasi della sua colpevolezza. Vedremo cosa accadrà nel nuovo processo».

IL CUGINO - «Ho sentito i familiari di Chiara, sono soddisfatti ma anche molto emozionati: oggi è stato fatto un passo avanti verso la verità», ha detto Paolo Reale, cugino di Chiara Poggi. «Nessuno parla di vittoria - ha aggiunto - è un percorso che va avanti, accetteremo la nuova sentenza che verrà, qualunque cosa sia». «Oggi - ha aggiunto Reale - il mio pensiero è andato a Chiara». Reale, perito informatico, ha analizzato il pc di Alberto Stasi, unico imputato dell'omicidio assolto in primo e secondo grado, e la chiavetta Usb di Chiara. «In quella chiavetta, circa un mese prima dell'omicidio, Chiara aveva salvato degli articoli di giornale che riguardavano casi di pedopornografia», ha ribadito Reale a chi gli chiedeva del movente del delitto e di un possibile collegamento con i file pedopornografici trovati nel pc di Stasi e per i quali è stato condannato. «Non si può dire se ci sia un collegamento - ha aggiunto -, ci sono nella vicenda tanti puntini ma non un tratto che li unisce, e per questo servono ulteriori verifiche. Credo comunque che il movente possa essere nato nella dinamica di coppia».

Fonte, foto e commenti

Ho sentito un'intervista all'ingegner Paolo Reale, cugino di Chiara e perito nominato dalla famiglia Poggi: è stata criticata la sentenza di secondo grado che "ha visto singolarmente gli elementi e non tutti insieme".
Il PG ha parlato di "sentenza illogica" perché sono state rigettate tutte le richieste di perizie: bicicletta, capello, camminata, questi gli elementi che verranno rivisti se non proprio visti ex novo.
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9/25/2013 3:29 PM
 
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Seconda udienza che vede Alberto Stasi parte civile in un processo per diffamazione a mezzo stampa:

lastampa.it/2013/09/25/edizioni/biella/omicidio-di-garlasco-alberto-stasi-oggi-in-tribunale-VDerY6smyPCViqvRLnKN2M/pag...

Sempre "bello" correggere gli strafalcioni e le ripetizioni dei "giornalisti" quando si pubblica qui una notizia.
Alcune sono davvero illeggibili.



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10/31/2013 10:27 AM
 
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Negli Stati Uniti esiste la figura dell’avvocato “Perry Mason”: è un avvocato-detective che quando è realmente convinto dell’innocenza del proprio cliente e dell’esistenza di un vero assassino che la sta facendo franca, investe tutte le sue risorse professionali e finanziarie imponenti per compiere delle investigazioni personali e raccogliere, acquisire degli elementi di sospetto o degli indizi da portare al processo o comunque all’autorità giudiziaria e dimostrare chi potrebbe essere il reale autore di un omicidio. Se i legali di Alberto Stasi sono così convinti (come hanno affermato due mesi fa) che “bisogna trovare l’assassino”, hanno certamente tutti i mezzi per poterlo fare. E il loro cliente si può permettere di pagarsi certi mezzi per i loro avvocati, se si sente così innocente. Un po’ di tempo fa leggevo o sentivo dire, infatti, che è un problema di mezzi finanziari: un avvocato non può mettersi a fare il Perry Mason se non ha grosse risorse da poter investire e se prima ancora il suo cliente non può permettersi grosse “spese” di questo tipo. Bè: oggi viviamo in un’epoca nel corso della quale quando ci sono i processi mediatici (per i quali gli imputati si dichiarano sempre innocenti) possiamo notare che o entrano in campo avvocati grossi (probabilmente i loro clienti se li possono permettere – quindi i soldi non mancano) oppure che entrano in campo (giusto per non ripetere i soliti nomi e altri casi anch’essi ben noti) sistemi per acquisire denaro, in vari modi. Quello che a quanto pare proprio non è mancato in certi casi, quindi, sono proprio i soldi, in un modo o in un altro. Con tutti questi soldi e con tutti questi avvocati di grosso nome (che accettano perché un cliente può pagarli o che accettano perché interessa la pubblicità che procura il processo su un caso mediatico) gli imputati che si vogliono far passare per innocenti hanno quindi tutti i mezzi da investire per far fare investigazioni (alla propria difesa) che siano in grado di trovare elementi di sospetto e indizi (ma che siano veri e seri) per giungere al nome dell’autore di un omicidio. Quindi si evitino le frasi ipocrite, tanto più a livello pubblico. Nel caso di Garlasco vi sono dei fatti sul tavolo. I fatti sono che Chiara Poggi è stata uccisa esclusivamente per odio (niente mancava dalla villa e non c’erano segni di effrazione); è scomparsa una sua chiavetta Usb per la connessione Internet; le tracce rinvenute all’interno della villa portano esclusivamente a lei, ai suoi familiari e all’imputato (sarebbe stato di grande aiuto anche il pigiama che indossava la vittima al momento del delitto, naturalmente: ma, non si sa per sfortuna o per errore, questo indumento risultò così imbibito di sangue da non aver lasciato spazi vuoti sui quali cercare tracce biologiche dalle quali estrarre DNA); nel bagno, una traccia di scarpa compatibile con l’imputato; in una mano del cadavere c’era un capello biondo (l’imputato è biondo di capelli); la vittima aveva pochissime amicizie selezionate e non aveva litigato con nessuno, né aveva nemici; le indagini svolte nei suoi ambienti di lavoro non hanno trovato niente che potesse essere collegato all’omicidio; ha trascorso le sue ultime ore di vita con l’imputato e la notte precedente ci sono attivazioni-disattivazioni-riattivazioni continue dell’allarme di casa; l’omicidio è avvenuto di prima mattina e l’imputato non ha un alibi dimostrabile per quel momento; l’imputato dice di essere entrato nella villa e di aver scoperto il cadavere ma aveva le scarpe pulite (i pavimenti erano imbrattati di sangue); una testimone oculare ha parlato di una bici nei momenti inerenti l’omicidio: una bici di Stasi era incredibilmente pulita, non presentava neanche tracce dell’imputato. Ma sui pedali c’era materiale organico molto recente contenente il DNA della vittima. Poi ci sono altri fatti, gli “errori” (almeno i principali): il computer dell’imputato è stato adoperato mentre era sotto sequestro giudiziario e si è verificata perciò una alterazione dei contenuti della memoria; un sottoufficiale dei Carabinieri testimonia che durante i primi interrogatori sarebbe stato ostacolato chi voleva andare particolarmente a fondo su Stasi; il capello biondo trovato in una mano del cadavere è stato sottoposto ad un esame scientifico sbagliato (esame del DNA nucleare anziché dell’esame del DNA mitocondriale); anche se la bicicletta personale dell’imputato ha fornito un indizio pesante e serio a suo carico andava per sicurezza sequestrata anche la bici di proprietà di sua madre (e non è stato fatto); la relazione tecnica depositata ai processi di merito e finalizzata a ricostruire la possibile camminata dell’imputato sulla scena del delitto al momento della scoperta dell’omicidio è stata sbagliata. Sarebbe inquietante immaginare che vi sia stato del dolo dietro questi errori. E’ un tremendo sospetto che secondo me non se ne andrà mai. Ma dolo o meno sono stati degli errori e tutto il contesto investigativo-processuale non ha assolutamente trovato neanche mezza cosa che consentisse e legittimasse l’associare Chiara Poggi ed il suo assassinio ad un sospettato che fosse diverso dalla persona dell’imputato Alberto Stasi. E quindi, dinanzi ad uno scenario di questa portata, non c’è da meravigliarsi del fatto che la Corte di Cassazione ha annullato l’ultimo processo di merito (come fanno i legali di Stasi) ma c’è da meravigliarsi del fatto che un caso così non si è ancora chiuso come rapidamente e brillantemente era destinato a potersi chiudere da subito o quasi. Quindi la Corte di Cassazione ha riportato alla normalità questa vicenda: si deve ritornare assolutamente su Alberto Stasi e su tutti gli elementi che rappresentano lo sfondo e i contenuti dello scenario che ruota attorno a lui e attorno alla vittima. Tanto più che (come certamente ha inteso dire la Cassazione- lo sapremo nel dettaglio leggendo le motivazioni della sua sentenza del 18 aprile scorso) i processi di merito (che lo hanno assolto) hanno sbagliato perché sono stati caratterizzati da errori tecnici.
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milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_ottobre_31/cassazione-sottovalutate-giudici-incongruenze-racconto-stasi-80c66d66-423b-11e3-8636-110cb27165...

www.liberoquotidiano.it/news/1342449/Caso-Garlasco-Cassazione-si--a-nuovo-esame-su-bicicletta-Stasi-e-cape...

Sono state depositate oggi le motivazioni con le quali la Corte di Cassazione, lo scorso 18 aprile, ha bocciato il processo d'Appello a carico di Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi e con le quali ha contemporaneamente accolto i ricorsi della Procura Generale di Milano e della Parte civile. In sostanza, il Tribunale di legittimità ha evidenziato che la metodologia applicata dai Giudici di merito di secondo grado è stata completamente sbagliata: sia per la valutazione non globale dei dati a carico dell'imputato, sia per la sottovalutazione dei conti che non tornano nelle ricostruzioni fornite dall'imputato, sia per aver tralasciato verifiche scientifiche importanti come quelle sulla bici di proprietà della madre dell'imputato e su un capello ritrovato in una mano del cadavere di Chiara Poggi (capello che non apparteneva alla vittima - fu sottoposto ad un esame non appropriato). Su disposizione della Corte di Cassazione, quindi, il nuovo Tribunale di merito di secondo grado di Milano dovrà riesaminare tutto il caso Stasi, correggendo la metodologia. Disposti il sequestro e l'analisi della bicicletta di proprietà della madre dell'imputato e disposta l'analisi del DNA mitocondriale sul capello repertato sulla scena del delitto. Se riuscirò ad acquisire il testo integrale delle motivazioni della sentenza lo divulgherò quì.
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Grazie dannis, vorrei farti una domanda che mi sono sempre posto: ma questo famigerato "capello biondo" quanto può essere considerato una prova?
Mi spiego: a parte tutte le difficoltà delle analisi che hai sottolineato nel post precedente, Stasi era stato con Chiara Poggi fino a poche ore prima del delitto... se controllassero la mia ragazza subito dopo essere stata da me o viceversa penso che troverebbero il mio DNA dappertutto su di lei, miei capelli compresi.
Scusate, non voglio scadere nel porno, ma avete capito cosa intendo... [SM=g1944738]
Oltretutto non penso che lei sia andata con la pinza a prendergli un solo capello durante l'omicidio: solitamente nelle donne che si difendono troviamo, per esempio, pelle sotto le unghie... e poi in questo caso una ciocca di capelli avrebbe destato sospetti, non un solo capello.



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In quella abitazione tracce di estranei non ce n'erano. Le indagini scientifiche hanno individuato tracce compatibili esclusivamente con la famiglia Poggi e con Alberto Stasi. La stessa scena del delitto consente di affermare che l'assassino non era un estraneo: non è stato scassinato nulla, non è stato rubato nulla, l'omicidio fa pensare solo a rabbia e odio contro la vittima. Alberto Stasi non ha un alibi dimostrabile per il momento del delitto. Trovare un capello biondo nella mano del cadavere (la vittima non era bionda; l'imputato sì) è molto indicativo: se ci capita di ritrovarci un capello in mano poi lo facciamo scivolare via. Non è che ce lo teniamo stretto in pugno per tutta la giornata. Magari scivola via da solo. Quindi un capello stretto nel pugno della mano del cadavere di Chiara Poggi è logicamente da dover mettere in relazione con l'aggressione, con il delitto. Mi sembra che la Parte civile aveva anche reclamato l'assenza di verifiche sotto le unghie di Chiara Poggi. Se non sbaglio se ne parla nel testo della sentenza di secondo grado.
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