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Permesso retribuito per curare il cane

Ultimo Aggiornamento: 08/11/2017 21.50
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20/10/2017 10.16

Un permesso retribuito a norma di contratto collettivo dei dipendenti pubblici per «grave motivo famigliare e personale»: assistere il cane malato. È accaduto a Roma, dove una lavoratrice single dell’Università La Sapienza ha ottenuto di assentarsi dal lavoro per due giorni perchè l’animale domestico necessitava di un intervento medico veterinario urgente e indifferibile alla laringe e poi andava accudito. A una prima richiesta della donna il datore di lavoro ha risposto, a voce, negativamente ma dopo il supporto tecnico-giuridico dell’ufficio legale della Lega antivivisezione e ricevuto anche il certificato del veterinario, le cose sono cambiate.

Le motivazioni alla base del parere positivo ricevuto dall’impiegata amministrativa sono che «la non cura di un animale di proprietà integra, secondo la Cassazione, il reato di maltrattamento degli animali previsto dal Codice penale all’art. 544-ter. Non solo. Vige il reato di abbandono di animale, come previsto dalla prima parte dell’articolo 727 del Codice penale», spiega una nota della Lav. «È evidente, quindi, che non poter prestare, far prestare da un medico veterinario cure o accertamenti indifferibili all'animale, come in questo caso, rappresentava chiaramente un grave motivo personale e di famiglia, visto che la signora vive da sola e non aveva alternative per il trasporto e la necessaria assistenza al cane». Le sentenze di Cassazione citate sono la n. 21805 del 18/4/2007, III sez. penale e la n. 5979 del 13/12/2012, III sez. penale.

Soddisfazione degli animalisti: «D'ora in avanti, con le dovute certificazioni medico-veterinarie – ha detto il presidente Lav Gianluca Felicetti -, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente. Un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia», conclude.

www.ilsole24ore.com

Che ne pensate?
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Post: 21.983
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25/10/2017 13.03

È una decisione in linea con la ratio di tutte queste norme:

www.studiocataldi.it/guide_legali/i-diritti-degli-animali

In pratica si vuole tutelare (anche) il benessere degli animali.
Personalmente non sono d'accordo al 100% perché in pratica si va a minare il buon funzionamento della pubblica amministrazione per un animale.
Bisogna vedere in che limiti questo va fatto e lo dico da animalista.



"Se vuoi realizzare i tuoi più grandi sogni devi essere pronto ad affrontare i tuoi peggiori incubi"

"A meno che uno come te non ci tenga molto, niente andrà meglio o sarà risolto!"
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Post: 3.540
Città: TERZIGNO
Età: 42
Sesso: Maschile
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08/11/2017 18.56

Sì, anch'io la penso come te. Si comincia col chiedere un permesso per il cane malato, poi per il gatto, poi il canarino e dove si arriverà? I dipendenti pubblici per avere un permesso retribuito (è lì la fregatura) prenderanno tutti un animale e cominceranno a dire "Il mio Roky è malato", la mia "Fuffy non sta bene" e questo anche se non è nulla vero.
Io amo gli animali (ho sei gatti) ed un canarino, ma come Davide non sono pienamente d'accordo su questa sentenza della Cassazione perchè potrebbe creare un assenteismo totale nelle pubbliche amministrazioni che già necessitano di nuove assunzioni e soprattutto di un cambio generazionale.
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Post: 131
Sesso: Femminile
08/11/2017 19.48

Non vorrei sembrare insensibile ma vorrei che prima si pensasse a chi ha genitori anziani che non stanno bene, la 104 non è ottenibile .. quindi per accudirli e dare loro sostegno si deve prendere ferie.
Inoltre ci hanno alzato l'età pensionabile, a quando avremo bisogno noi di aiuto, e non è possibile seguire i nostri anziani come ad esempio ha fatto mia mamma con la sua, andando in pensione ad una età accettabile.
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Post: 3.540
Città: TERZIGNO
Età: 42
Sesso: Maschile
Admin
08/11/2017 21.50

La legge 104 si ottiene soltanto in presenza di determinate patologie (ictus, sclerosi multipla, SLA etc.); ad una certa età, in presenza di patologie come il diabete si può ottenere la pensione di accompagnamento indipendentemente dal reddito disponibile.
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